| PedalaItalia: il diario delle tappe bolognesi |
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| Iniziative - Generale | |||
| Scritto da Carla | |||
| Martedì 15 Settembre 2009 12:36 | |||
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Grazie alla spinta collettiva , alla resistenza del gruppo e alla voglia di scoprire nuove possibilità di collegamento tra sentieri CAI , abbiamo percorso 2 lunghe tappe del Pedala Italia , concretizzando l’idea originale di riuscire in un solo giorno ad affrontare una tappa lunga come quella che dal Pacini ci avrebbe portato al passo del Giogo. Ecco un primo riepilogo : già lunedì pomeriggio 2 valenti biker salivano al Duca degli Abruzzi in bici assistiti dallo staff del rifugio .Grazie al contributo dell’ATC di Silla , linea 776 , che ci ha trasportato le bici fino al Cavone , siamo riusciti la mattina del 2 settembre a ricompattare il gruppetto dei 4 biker rampanti al Passo dello Strofinatoio , sopra al rifugio del Sasseto e da li’ percorrendo il crinale verso la Toscana sotto il Monte Gennaio in direzione di Maceglia, siamo entrati nella foresta del Teso scendendo fino a Pracchia . La Sig.ra Bartolomei di “Pracchia Alta” ha contribuito alla nostra staffetta consegnandoci le bandierine ufficiali della manifestazione ; solita sosta presso il bar della stazione con vista sullo storico fabbricato della ex stazione FAP , poi risalita verso il Passo della Collina, o Passo della Porretta , importante valico appenninico a 932 m s.m, fra le valli della Limentra occidentale di Sambuca, affluente del fiume Reno e il bacino dell'Ombrone pistoiese, affluente del fiume Arno. Da questo valico sembra sia transitato anche Annibale durante la Seconda guerra punica insieme ai suoi famigerati elefanti, prima della Battaglia del Lago Trasimeno. Da qui abbiamo preso la strada che entra nella Riserva Naturale Acquerino Cantagallo (Provincia di Prato) , caratterizzata da fitti boschi a prevalenza di querce, castagni e faggi, da numerosi rii , ruscelli e torrenti che in alcuni casi generano splendide cascatelle e dalla presenza di una ricca fauna, tra cui spicca il cervo , che qui costituisce uno dei nuclei più importanti della dorsale appenninica. Le sue strade sterrate chiuse al traffico e i numerosi sentieri sono l'ideale per escursioni in MTB. Noi siamo passati davanti all’insediamento medievale dell'Acquerino in un'area archeologica ubicata nella Riserva, lungo un'antica via diretta all'Abbazia di S. Salvatore di Fontana a Taona, fondata negli anni intorno al Mille. La ripulitura delle strutture emergenti su una superficie di circa 1600 mq ha consentito di mettere in luce un ampio complesso murario organizzato su pianta quadrangolare nel quale risalta in particolare una chiesa monoabsidata di piccole dimensioni. Percorrendo la Valle del Limentra orientale si passa per Monachino (700 s.m) in un punto dove la valle si allarga notevolmente, dando spazio ad ampie pasture, coronate dalle cime del monte La Croce (1318) del Monte Bucciana (1204), del Poggio Cicialbo (1173). Il paese risale al XVI secolo ed è storicamente legato alla famiglia De' Pazzi; alla fine del Cinquecento funzionava in questa località una ferriera voluta dal Granduca di Toscana, dove veniva lavorata ghisa di provenienza elbana per produrre armature di buona qualità e pregio. In seguito all'eccessivo sfruttamento del patrimonio boschivo dei dintorni per il funzionamento della ferriera, nel giro di pochi anni, la zona rimase del tutto priva di copertura vegetale e l'opificio fu chiuso e trasferito nella zona di Maresca. Nel pomeriggio afoso siamo saliti al Rifugio Pacini (1001m) in tempo per porgere gli auguri di buon compleanno al gestore e al suo staff che si è sempre dimostrato disponibile ad illustrarci lo stato dei sentieri CAI della zona ..Poi è arrivato Beppe che saliva in bici da Vernio e che si è unito al gruppo.. Dopo la nostra abbondante cena ecco spuntare l’atteso Claudio Coppola , ideatore di tutte le tappe pensate , ripensate e riprovate del nostro Pedala Italia che si unirà al gruppo nel giro del 3 settembre.. Bella serata stellata con luna piena e brezza fresca su Pian della Rasa. Ed eccoci pronti il 3 settembre per la tappa 61 , dal Rifugio Pacini al Giogo, con in mano la carta dei sentieri del CAI dei Prato; in una giornata calda estiva subito ci buttiamo dentro la faggeta verso la fonte di Pluto , il Passo delle Pescine e le Cattarelle con tutti i tabernacoli segnaletici ai crocevia, per incrociare in asfalto la strada che ci porta a Gavigno , grazioso paesino nell’Area Naturale protetta del Carigiola -Monte delle Scalette . Scendendo per il sentieo CAI 62 possiamo ammirare le cascatelle e i letti torrentizi sub orizzontali con le marmitte (pozze scavate nella roccia) del Torrente Carigiola ; i versanti a "gradinata" del Monte delle Scalette , i versanti del monte della Scoperta, particolari per le fortissime pendenze, le più elevate di tutto il territorio provinciale . Deviazione in salita su sterrato verso il Passo dell’Alpe di Cavarzano di 3 biker e deviazione in discesa su asfalto verso Montepiano di altri 3, ci si ritrova comunque a mezzogiorno per una sosta e spuntino. Situata sull'Appennino Tosco-Emiliano, posta su un pianoro lungo il fiume Setta. circondata dalle pendici del Poggio di Petto e dei Monti della Scoperta e Casciano , Montepiano è una rinomata localita' di villeggiatura già frequentata fin dal secolo scorso. Da qui raggiungiamo il posto tappa G.E.A. in localita’ Risubbiani , il Passo della Crocetta e Rifiletti, verso il Valico Citerna percorrendo lo 00 verso il Passo della Futa. L'itinerario si svolge su strade e sentieri panoramici con rigoglioso manto forestale, caratterizzato da fitte abetaie e faggete fino al Passo della Futa , che è stato per secoli il principia valico per raggiungere Firenze da Bologna, prima della costruzione dell’autostrada del sole. Verso le due del pomeriggio siamo alla Futa ( 903 m) , solo uno sguardo veloce verso il cimitero militare , poi salutiamo Coppola che ritorna a casa, mentre noi ci accingiamo a provare l’ultimo tratto per sentieri CAI che ci porterà al Passo del Giogo.. Fino al passo dell’ Osteria bruciata era già un itinerario provato e provante per la salita iniziale che si deve affrontare all’inizio dello 00, fino ai 1125 m di Monte Gazzaro quasi sempre percorsi nelle faggete. Bei panorami sulla valle di Firenzuola sulle colline verso Futa- Monghidoro, sul Sasso di Castro con l’inconfondibile cava a gradini lungo la strada S.S. 65 della Futa , scenario della tappa "principe" delle Mille Miglia. Da l’Osteria Bruciata , solito crocevia di sentieri , continuiamo fino a Monte Faggio all’Ombrellino con punti panoramici sul lago del Bilancino, un lago artificiale nel Mugello, presso Barberino ottenuto con lo sbarramento sul fiume Sieve , in località Bilancino, per limitare i rischi di alluvione nella piana dell'Arno e sopperire al bisogno idrico di Firenze e Prato. Ci avventuriamo per il sentiero CAI 44 che scende nel bosco fino ad Apparita, Vallappero, fino ad incrociare il sentiero CAI n. 42 che passa per Cavallico (664m) su belle strade forestali che incrociano mucche bianche al pascolo e che risale dolcemente verso il Passo del Giogo (882 m). Alle 18,30 siamo al Giogo dove ad attenderci pazientemente c’è Luigi, l’autista del pulmino che ci riporterà a Bologna percorrendo la valle del Santerno. C’è ancora la luce rosata del tramonto che colora la luna piena per una bella vista sulla Valle del Santerno. Grazie al contributo di tutti i partecipanti e sostenitori !! Buon Pedala Italia a tutte le tappe successive !! Carla Partecipanti effettivi alle tappe 60 –61 soci CAI: Carla Garavaglia, Alberto Monzali, Paolo Piana, Gianmario Mengozzi, Beppe Cintura, Claudio Coppola.
Pedala Italia sito ufficiale: http://www.mtbcai.it/cce/pedalaitalia.asp
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| Ultimo aggiornamento ( Martedì 15 Settembre 2009 12:45 ) |


